Referendum, 21 giugno: Non andremo alle urne

«Fiamma Tricolore non sosterrà il referendum: noi sosterremo la più classica delle domeniche estive italiane: mare o monti purché anche questa volta Segni tramonti!».

Luca Romagnoli
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore

19 Risposte a “Referendum, 21 giugno: Non andremo alle urne”

  1. Piero (ghibellino, sociale e nazionale) Dice:

    Domanda: ma cosa si vota al referendum del 21 Giugno? Se me lo spiegati nei dettagli…..Grazie!!!

  2. Giammarco Florenzani-FT TORRICE Dice:

    io la legge che rimette il voto di preferenza la voto …ballerine ,nani e tutto il peggio della mignottocrazia nel parlamento non ce lo voglio…e do voto favorevole anche alla legge che permette ad una persona di candidarsi da una sola parte,così ognuno rischia e nessuno è certo del seggio…la scheda sul bipolarismo e il premio di maggioranza la rifiuto…

  3. Giammarco Florenzani-FT TORRICE Dice:

    VERRANNO DATE AL SEGGIO ELETTORALE TRE SCHEDE,OGNUNA DI COLORE DIFFERENTE ED UNA PER OGNI QUESITO ELETTORALE…IO LE SCHEDE DEI QUESITI 1 E 2 LE RIFIUTO,LA SCHEDA DEL QUESITO 3 LA VOTO FAVOREVOLMENTE…

    QUESITO 1(CAMERA) E QUESITO 2(SENATO)

    Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.

    QUESITO 3

    Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica abusata) all’indomani del voto.

  4. Admin Weblog Dice:

    X PIERO (GHIBELLINO, SOCIALE E NAZIONALE)

    Il giorno 21 giugno (referendum) è stato individuato a seguito dell’entrata in vigore della L.40/2009 per la quale i referendum previsti dall’art.75 della Costituzione abbiano luogo nel 2009 in una domenica compresa fra il 15 ed il 30 giugno.

    Di seguito la legge:

    Legge 28 aprile 2009, n. 40
    Disciplina transitoria per lo svolgimento dei referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione da tenersi nell’anno 2009

    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Promulga

    la seguente legge:

    Art. 1.

    1. I referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione da tenersi nell’anno 2009 sono indetti per una domenica compresa tra il 15 aprile e il 30 giugno del medesimo anno.

    2. Nel caso di contemporaneo svolgimento dei referendum di cui al comma 1 con il secondo turno di votazione per le elezioni dei presidenti delle province e dei sindaci, anche quando disciplinate da norme regionali, per tutti gli adempimenti comuni, ivi compresi la composizione e il funzionamento degli uffici elettorali di sezione e gli orari della votazione, si applicano le disposizioni in vigore per i referendum previsti dall’articolo 75 della Costituzione. Appena completate le operazioni di votazione e quelle di riscontro dei votanti per ogni consultazione, si procede alle operazioni di scrutinio dei referendum di cui al comma 1 e successivamente, senza interruzione, a quelle per le elezioni dei presidenti delle province e dei sindaci. Nel caso di cui al presente comma, non si applica la lettera o) del comma 1 dell’articolo 1 del decreto-legge 27 gennaio 2009, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 2009, n. 26.

    3. In caso di contemporaneo svolgimento delle consultazioni di cui al comma 2, l’importo massimo delle spese da rimborsare a ciascun comune per l’organizzazione tecnica e l’attuazione dei referendum, fatta eccezione per il trattamento economico dei componenti di seggio, è stabilito nei limiti delle assegnazioni di bilancio disposte per lo scopo dal Ministero dell’interno, con proprio decreto, con distinti parametri per elettore e per sezione elettorale, calcolati, rispettivamente, nella misura di due terzi e di un terzo sul totale da ripartire. Per i comuni aventi fino a cinque sezioni elettorali le quote sono maggiorate del 40 per cento. All’incremento della dotazione finanziaria relativa ai rimborsi elettorali per i comuni aventi fino a cinque sezioni elettorali si provvede mediante compensazione tra gli enti beneficiari. Le spese derivanti dall’attuazione di adempimenti comuni ai referendum e alle elezioni dei presidenti delle province e dei sindaci sono proporzionalmente ripartite tra lo Stato e gli altri enti interessati in base al numero delle consultazioni, fermo restando per lo Stato il vincolo di cui al primo periodo. Il riparto delle spese anticipate dai comuni interessati è effettuato dai prefetti sulla base dei rendiconti dei comuni, da presentarsi entro il termine di sei mesi dalla data delle consultazioni, a pena di decadenza dal diritto al rimborso. Con le stesse modalità si procede per il riparto delle altre spese sostenute direttamente dall’Amministrazione dello Stato e relative ad adempimenti comuni. In caso di contemporaneo svolgimento dei referendum con le elezioni dei presidenti della provincia e dei sindaci delle regioni a statuto speciale, il riparto di cui al presente comma è effettuato d’intesa tra il Ministero dell’interno e l’amministrazione regionale, fermo restando per lo Stato il vincolo di cui al primo periodo.

    4. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi 28 aprile 2009

    NAPOLITANO

    Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

    Visto, il Guardasigilli: Alfano

    I referendum, indetti con decreto del Presidente della Repubblica del 5/02/2008 per il 18/05/2008, sono stati rinviati di 1 anno per lo scioglimento delle Camere decretato il 6/02/2008.

    I quesiti referendari (TRE), proposti nel 2006 sono stati dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale il 16/01/2008. Saranno proposti rispettivamente su moduli VERDI, BIANCHI e ROSSI.

    I quesiti referendari:

    Il quesito n. 1 (SCHEDA VERDE), relativo al premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati: «Elezione della Camera dei Deputati – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste». Esso intende abolire le “coalizioni”: vince il premio di maggioranza – che garantisce 340 seggi – il partito (ovvero la lista) che ottiene più voti. Partecipano alla ripartizione dei seggi le “liste” che ottengono almeno il 4% dei voti su base nazionale.

    Il quesito n. 2 (SCHEDA BIANCA), relativo al premio di maggioranza regionale per il Senato: «Elezione del Senato della Repubblica – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste». Anche tale quesito intende abolire le coalizioni: vince il premio regionale – che garantisce il 55% dei seggi della Regione – il partito (ovvero la lista) che ottiene più voti. Partecipano alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono almeno l’8% dei voti su base regionale.

    Il quesito n. 3 (SCHEDA ROSSA), relativo alla disciplina della candidature: «Elezione della Camera dei Deputati – Abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione». Tale quesito intende abolire le “candidature multiple”, ossia la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni in liste aventi il medesimo contrassegno, con successiva eventuale opzione nel caso di elezione in più di una circoscrizione.

    Le operazioni di voto si svolgeranno dalle 8 alle 22 di domenica 21 giugno e dalle 7 alle 15 di lunedì 22. Si andrà alle urne per il referendum sulla legge elettorale e per il 2° turno delle elezioni amministative nei 99 comuni e nelle 22 provincie che vanno al ballottaggio.

    ESEMPIO

    OGGI LA CAMERA DEI DEPUTATI E’ COSI’ COMPOSTA:

    PDL 272 seggi
    PD 211 seggi
    LEGA 60 seggi
    UDC 36 seggi
    IDV 28 seggi
    MPA 8 seggi
    Altri 3 seggi

    QUESTI I SEGGI RIPARTITI CON LA NUOVA LEGGE SE PASSASSE IL REFERENDUM A PARITA’ DI VOTI OTTENUTI ALLE ULTIME ELEZIONI POLITICHE 2008:

    PDL 340 seggi
    PD 187 seggi
    LEGA 46 seggi
    UDC 32 seggi
    IDV 25 seggi
    Altri 1 seggio

    Spero che questo piccolo esempio possa esserti stato utile ed esaustivo. Grazie per l’attenzione,
    Francesco

  5. Maria Dice:

    Sabato 20 giugno 2009, dalle ore 10:00 alle ore 14:00 presso l’Hotel Senato in Piazza della Rotonda 73 (Pantheon), sono convocate la Direzione e la Segreteria Nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Partecipano esclusivamnte gli aventi diritto, per analizzare il recente voto europeo e amministrativo e varie ed eventuali.
    ———————-
    Alla suddetta assemblea sono stati invitati a partecipare anche i coordinatori regionali,gia’ avvisati dalla sede nazionale.
    Nobis
    Maria

  6. Piero (ghibellino, sociale e nazionale) Dice:

    Grazie ragazzio ho capito… al quesito n°1 vorrei votare no, al due lo stesso, al 3° invece si…. mi conviene votare no, o e meglio che non prenda le prime due schede, e qual’è la differenza???

  7. Giuseppe90 Dice:

    io non ho ben chiara una cosa: nel caso dovesse passare il “si” che percentuale dovrebbe raggiungere il partito che prende più voti per ottenere il premio di maggioranza?
    in ogni caso è vergognoso che proprio quando le ultime elezioni hanno dimostrato che vi è ancora pluralismo in Italia, si chieda di scegliere per il bipolarismo…che poi passando il “si” sarebbe un <>…io mi sento profondamente preso per i fondelli!! Non si è grado di fare una legge elettorale corretta che ripristini le preferenze e che garantisca la democrazia. E inoltre una legge che (almeno in periodo elettorale) garantisca parità di informazione, e che infine regolamenti le enormi spese per la campagna elettorale che noi cittadini (votanti o no) rimborsiamo ai partiti eletti…che poi sono quelli che proprio di soldi non hanno bisogno!

  8. Giammarco Florenzani-FT TORRICE Dice:

    ciao piero …se sei contrario ai primi due quesiti è meglio rifiutare la scheda poichè così farai in modo che non si raggiunga il quorum per le due proposte di abrogazione…se voti non darai un voto inutile poichè la gran parte delle persone voteranno si…
    A PRESTO…

  9. alex_ch Dice:

    Ancora una volta l’Area brilla per la sua assenza in una questione così importante. Se passasse il refeerendum, saremmo ancora più fuori dalla politica di quanto non lo siamo già. Ho aderito ai vari comitati per l’astensione, vi invito a fare altrettanto.

  10. victor Dice:

    Il referendum non passerà perchè voteranno molto meno del 50%+1 degli aventi diritto. Avete letto l’ultimo intervento del Segretario? Parole sante dobbiamo pensare al domani e dimenticare vecchie e stupide divisioni, gelosie, incomprensioni. Occorre un nuovo credibile soggetto politico, senza gelosie o trabocchetti fra i vertiici dei vari movimenti e partiti. Prima di sparire definitivamente questa è l’ultima occasione.

  11. sergio FT - Frosinone Dice:

    Io domenica prossima vado a votare perchè da Noi c’è il ballottaggio alle Provinciali e il nostro voto è fondamentale per annientare definitivamente la sinistra – centro che da 15 anni massacra la nostra Provincia.
    Mi asterrò da prendere le schede referendarie non solo perchè l’indirizzo del Movimento è quello di non votare , ma semplicemente perchè in questo Referendum c’è lo zampino , pardon lo Zampone , di Mariotto Segni ,Padre fondatore di quelle leggi elettorali che massacrano i Movimenti come il nostro . E’ bene ricordarlo.

  12. alex_ch Dice:

    Sergio dice bene, è l’indicazione che ha dato anche la Lega.
    Oggi sono passato in comune a vedere quanti spazi per il referendum sono stati richiesti: sei miseri pannelli, in maggioranza al comitato del SI. E’ incredibile come le forze piccole si siano disinteressate di questa consultazione: vi ricordate le belle battaglie che facemmo nel 1999 per bocciare un referendum simile pro-maggoritario? Mi puzza moltissimo di inciucio con il PD, per i compagni, e di solita disorganizzazione per i nostri.

  13. Italicus Dice:

    Non andremo a votare per il referendum! Ma nelle province dove ci sono i ballottaggi ognuno farà la sua scelta. In provincia di Savona occorre andare a votare per il candidato alla Presidenza Angelo Vaccarezza della PDL sostenuto dalla Fiamma,Lega Nord,Democrazia Cristiana,Pensionati,Nuovo PSI,Vince Savona,Udeur e Cristiani Uniti,per battere il candidato del PD, Boffa,già sotto di 10 punti.

  14. Giaimo Natale Dice:

    Non votare oppure rifiutare le schede i e 2 e votare SI alla 3.

  15. alex_ch Dice:

    Giaimo, ti riferisce a quella sulle candidature multiple?
    Sarei anche d’accordo, ma tieni conto che la presenza del o dei leader su tutto il teritorio consente di identificare un partito rispetto a liste patacca concorrenti. Ad esempio, la candidatura di Romagnoli in tutta Italia distinguirebbe la Fiamma dal Msi di Saya

  16. sicilia_nera Dice:

    Camerati, premesso che il quorum non sarà raggiunto quindi il quesito referendario si invaliderà, io mi voglio soffermare proprio al primo punto del quesito e cioè sulla frase: “Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo” Ecco, a mio avviso quest’aspetto è fondamentale per la ricostruzione di una nuova era politica. Vi spiego: L’attuale politica italiana offre benefici a tutti i partiti politici italiani anche quelli piccoli perchè in un partito c’è un piccolo giro di interessi: il privilegio maggiore è il finanziamento pubblico dell’organo di stampa ufficiale del partito stesso che nelle peggiore delle iotesi si aggira almeno a 2 milioni di euro, E questo è il punto principale per la sopravvivenza del suo leader politico perchè crea gi elementi di base per pagare visibiltà e piccolo potere oligarchico. E’ vero il si favorirà quei partiti che facilmente superano lo sbarramento ma è pur vero che costringerrà le piccole realtà a sciogliersi e a confluire nel grande partito. Che fine farebbero i cadaveri riesumati della prima repubblica?? Mastella, Pionati etc etc?? pensate che questi rinuncerebbero al poco per restare anonimi nel grandi partiti e quindi scomparire silenziosamente?? Non penso. Allora si creerebbero le condizioni naturali per fare aggregazione tra i piccoli gruppi e dividere sempre la torta ma restando sempre a galla. Restando nel nostro ambito fermo restando che nessuno dei nostri leader consentirebbe di sciogliere il partito per accontentarsi di un posticino di sottogoverno e poi ritornare a lavorare a 2000 euro al mese,l’aggregazione a quel punto sarà necessario e allora finalmente l’unità nascerà spontaneamente e a quel punto anche noi possiamo tranquillamente competere con le nostre ider e progetti che si concretizzerebbero in azioni politiche e pian piano riusciamo apenetrare nel tetessuno sociale e culturale di questo Paese: crescerebbe il consenso. Del resto quando nacque il maggioritario nel nostro mondo qualcuno brindava perchè finalmente si pensava di tornare a fare movimento e aggregazione sociale seria e concreta. Certo poi l’opportunismo delle alleanze elettorali ha scoraggiato questo sogno. Sogno che adesso si realizzerebbe concreamente e senza particolari sforzi perchè ci si dovrà confrontare sulle idee e sui progetti. Una nuova era politica. Che ne pensate?? finalmente al servizio del sogno del bene comune. a noi

  17. Giammarco Florenzani-FT TORRICE Dice:

    peccato che nei quesiti 1 e 2 oltre che al divieto di non fare coaizioni,condivisibile ,ci sia l’introduzione di un maggioritario all’americana ,che punta in una quindicina d’anni a dare rappresentanza a solo due partiti ,quello di maggioranza e quello d’opposizione…infatti se passano i primi due quesiti la lista con più voti scatta subito al 55% dei seggi a discapito degli altri… che saranno rappresentati sempre meno fino al niente…

  18. sandra Dice:

    Non era necessario fare i referendum perchè il Parlamento ha la facoltà di abrogare le leggi,non avrebbero sperperato altro danaro pubblico,tanto è inutile parlare è fiato sprecato sono tutti sordi.Tanto in Italia non funziona niente,non c’è lavoro per i giovani non si sposano perchè non è possibile farsi una famiglia,ma loro non si preoccupano perchè i soldi li anno,vorrei proprio vederli dovessero campare con cinquecento euro al mese o meno cosa farebbero,forse comincerebbero a ragionare in modo diverso,anche i piccoli gruppi politici devono esistere se no questo e totalitarismo la spartizione della torta sarebbe solo per il bipolarismo,non mi sembra una cosa molto democratica nei confronti degli italiani,penso che dovremmo svegiarci è quasi ora.

  19. alex_ch Dice:

    Pare che il referendum sia molto lontano dal quorum, addirittura metà degli elettori ha votato solo per i ballottaggi: bene così, una prima luce sul nostro cammino.

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