Giorgio Almirante nasce a Salsomaggiore Terme (Parma), il 27 giugno 1914. Cresciuto in piena epoca fascista, come gran parte dei suoi coetanei militò nelle organizzazioni giovanili, tra le quali, conseguì la carica di fiduciario nel GUF della facoltà di lettere dell’Università di Roma. Durante il periodo della Repubblica di Salò, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò. Intanto, scoppia la seconda guerra mondiale ed essendo stato richiamato alle armi come sottotenente di complemento di fanteria, viene mandato in Sardegna a comandare un plotone di guardia alla costa. Almirante, invece, desiderava partecipare attivamente alle operazioni di guerra e si offrì volontario per il fronte dell’Africa settentrionale. Raggiunse Bengasi alla fine del mese di giugno dove visse le alterne fasi della guerra fino a tutto il 1941, ottenendo la croce di guerra al valor militare. Tornato a Roma, riprese il suo posto di caporedattore de “Il Tevere”. La mattina del 26 luglio 1943, però, Mussolini viene destituito. Numerose sono le defezioni e molti passano al fronte democratico, comportamento che invece Almirante rifiuta e risponde ad una nuova chiamata alle armi, come tenente, presentandosi a Frosinone presso il suo vecchio reggimento di prima nomina. L’8 settembre 1943, l’annuncio della resa icondizionata dell’Italia. Tradimento! Trovandosi a comandare una compagnia distaccata, viene abbandonato da superiori e sottoposti e fatto prigioniero dai tedeschi, dai quali ottiene di arrendersi con l’onore delle armi e di essere rilasciato. Dopo il discorso di Mussolini alla radio di Monaco che invitava ad un ricompattamento e quello del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma, compie la sua scelta di campo: si arruola nella costituenda Guardia Nazionale Repubblicana. Il 25 aprile 1945, Almirante, che aveva seguito Mussolini e il ministro Mezzasoma a Milano, entra in clandestinità. Rimane in questa condizione per più di un anno e mezzo. Uscitone, nel settembre 1946, si reca a Roma ed intraprende un’intensa attività politica, partecipando alla fondazione del “Movimento Italiano di Unita Sociale” (MIUS). Il 26 dicembre 1946, invece, Almirante partecipa alla riunione costitutiva del “Movimento Sociale Italiano” (MSI), che si svolge a Roma nello studio di Arturo Michelini. Nel 1948 conduce, per le elezioni politiche del 18 aprile, una durissima campagna elettorale; il MSI ottenne il 2% dei voti ed entrò in Parlamento con sei deputati, tra i quali lo stesso Almirante, e un senatore. Almirante in quella prima fase rappresentava la continuità ideale con il fascismo repubblicano. Fu confermato segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (Napoli, giugno 1948; Roma, giugno-luglio 1949). Nel corso delle successive legislature della Repubblica, si distinse in battaglie ostruzionistiche in Parlamento come quella contro l’attuazione dell’ordinamento regionale dello Stato. Altre battaglie lo vedono protagonista, come ad esempio quella contro la legge Scelba sul divieto della ricostituzione del Partito fascista o contro la riforma elettorale maggioritaria di De Gasperi, in difesa dell’italianità di Trieste e dell’Alto Adige, contro la nazionalizzazione dell’energia e contro la riforma della scuola media. Nel 1969 muore Michelini e, di fronte al problema della successione alla guida di un partito, il gruppo dirigente del MSI elegge Almirante segretario nazionale all’unanimità. La segreteria mira fin dall’inizio all’unita delle destre. Nelle elezioni regionali del 7 giugno 1970 il MSI ebbe una discreta ripresa, anche grazie al lancio di alcune parole d’ordine da parte del segretario: “alternativa al sistema“, e “destra nazionale“. Forte presa sull’elettorato ebbe l’idea della formazione del “Fronte articolato anticomunista” con altre forze politiche, agglomerato che poi di fatto costituì la Destra Nazionale. Il risultato di questa operazione porta il partito ad ottimi risultati nelle elezioni regionali siciliane e amministrative del 13 giugno 1971: il 16,3% dei voti in Sicilia e il 16,2% a Roma. Il 28 giugno 1972 la Procura della Repubblica di Milano chiede alla Camera l’autorizzazione a procedere contro il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista, autorizzazione concessa con 484 voti contro 60. Ma l’inchiesta sulla presunta ricostituzione, trasferita alla Procura della Repubblica di Roma non fu mai portata a termine. Nel 1975-76 Almirante prova a rilanciare il suo partito con un’iniziativa che doveva rappresentare una nuova fase dell’operazione Destra Nazionale: la “Costituente di destra per la liberta“, organizzazione fondata il 22 novembre 1975. Ma nelle elezioni politiche del 20 giugno si consuma la scissione dall’organizzazione giovanile del partito, il Fronte della Gioventù. Almirante commissaria questa organizzazione, e il 7 giugno 1977 nomina egli stesso il nuovo segretario del Fronte nella persona di Gianfranco Fini, allora venticinquenne, che già si era guadagnato la sua fiducia. Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972). L’accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell’inizio del processo. Questo fu l’unico coinvolgimento di Almirante in un’inchiesta su fatti di terrorismo. In un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informò subito le Autorità. Iniziata la IX legislatura, diviene presidente del Consiglio Bettino Craxi, che sembrava intenzionato a “sdoganare” il MSI-DN. Ma il partito di Almirante rimase sostanzialmente isolato a destra; e se in un’importante occasione sostenne di fatto il governo Craxi, permettendo nel febbraio 1985 la conversione in legge del cosiddetto secondo decreto Berlusconi, lo fece per una convergenza di interessi con alcune forze della maggioranza (contro il monopolio televisivo di Stato). Nel luglio 1984 Almirante annuncia la propria intenzione di lasciare la segreteria per ragioni di salute entro la fine dell’anno, in occasione del successivo congresso nazionale. Ma il partito gli chiede all’unanimità di recedere da tale proposito. L’anziano leader acconsente a rimanere in carica ancora per un biennio. Il XIV congresso nazionale del MSI-DN (Roma, novembre-dicembre 1984) lo rielegge segretario per acclamazione. Con queste assise inizia la fase finale della seconda segreteria Almirante, in cui tutte le cariche principali furono affidate ad uomini della vecchia guardia e di tutte le correnti. Almirante, poi, assunse personalmente la carica di direttore politico del Secolo d’Italia. Il 12 maggio 1985 il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali il 6,5% dei voti (suo massimo storico in questo genere di consultazioni) e riportò a Bolzano, nelle elezioni comunali, l’ultimo clamoroso successo del periodo almirantiano, divenendo il primo partito del capoluogo di quella provincia la cui italianità era sempre stata difesa dai missini. Un altro buon risultato il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali siciliane del giugno 1986. Nell’agosto dello stesso anno il segretario missino, colto da malore, venne ricoverato nella clinica romana di Villa del Rosario. Nelle elezioni politiche del 14 giugno 1987, in occasione delle quali Almirante condusse la sua ultima campagna elettorale, il MSI-DN scese al 5,9% dei voti, 35 seggi alla Camera e 16 seggi al Senato: un insuccesso che concludeva un periodo di quattro anni assai positivo, anche se i risultati particolareggiati confermavano il radicamento del partito in ogni parte d’Italia. Il 6 settembre successivo, in occasione della festa Tricolore di Mirabello (Ferrara), Almirante presentò ufficiosamente come proprio “delfino” il trentacinquenne Gianfranco Fini, il più giovane deputato del MSI-DN. Nella fase precongressuale il partito fu lacerato dalle più dure polemiche dell’ultimo decennio, polemiche che non risparmiavano il segretario uscente. Ad ogni modo, Almirante fu eletto presidente del partito il 24 gennaio 1988, per acclamazione, dalla maggioranza del nuovo comitato centrale, incarico che mantenne per soli quattro mesi, gli ultimi della sua vita. Il 22 maggio 1988, dopo mesi di sofferenze e di ricoveri Giorgio Almirante si spegne nella clinica di Villa del Rosario.
«Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da ualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai». [Giorgio Almirante]
Ciao Giorgio, ciao Camerata!



22 Maggio 2008 alle 10:33
ONORE A GIORGIO ALMIRANTE E A PINO ROMUALDI. LE LORO FIGURE GIGANTEGGIANO IN QUESTO SQUALLORE ODIERNO IN CUI E’ PRECIPITATA LA DESTRA IN ITALIA. L’ENTUSIASMO E LA BUONAFEDE DI TANTI MERITEREBBERO DI MEGLIO….
ONORE A CHI, COMUNQUE, HA TENUTO ACCESA LA FIAMMA.
22 Maggio 2008 alle 10:46
Giorgio Almirante,un signore veramente con le pa.. quadre,uno che in una situazione veramente peggiore di quella odierna ricompattava le file,rischiando veramente la vita ottendendo il 2% dei voti ed entrando in Parlamento con sei deputati e un senatore!
Ci manca tanto,dopo di lui i vari duc. etti hanno sfasciato l’identità creando 1000 partitini dallo 0,%
Speriamo tanto che questo giorno faccia capire alla base dei due partiti: Fiamma e La Destra,che bisogna spingere in fondo verso l’unità sociale!
In alto i cuori.
22 Maggio 2008 alle 10:47
NOI DELLA FIAMMA TRICOLORE SIAMO QUEI GIOVANI DI CUI PARLA! NOI SIAMO I VERI CONTINUATORI IDEALI DEL SUO PENSIERO CHE MAI TRADIREMO. E NON QUEL RINNEGATO DI GIANFRANCO FINI E DI TUTTI COLORO CHE L’HANNO SEGUITO IN ALLEANZA NAZIONALE SIN DAL PRIMO GIORNO DOPO IL TRADIMENTO DI FIUGGI.
GIORGIO ALMIRANTE UNO DI NOI
22 Maggio 2008 alle 10:48
camerata almirante sempre presente nei nostri cuori!
22 Maggio 2008 alle 10:49
NON TI DIMENTICHEREMO MAI
CIAO GIORGIO
22 Maggio 2008 alle 10:54
ancora me lo ricordo ai nostri comizi, ci dava una carica dentro che nessuno mai potrà dimenticare. risvegliava i nostri cuori semplicemente con determinazione e coraggio, unico nel suo modo e persona di elevate virtù morali. un vero camerata. sono grata al nostro caro ed indimenticato giorgio per tutto quello che ha fatto per i suoi italiani e per l’immenso popolo missino. ancora una volta, a noi!
22 Maggio 2008 alle 10:56
CIAO GIORGIO
22 Maggio 2008 alle 11:45
Molte volte con le parole non si riesce a esprimere la grandezza di un uomo e di un politico come Giorgio Almirante. Nel suo nome e nel suo ricordo Popolo della Destra Sociale uniamoci! A NOI !
Saluti Romani
22 Maggio 2008 alle 11:48
ONORE AL CAMERATA ALMIRANTE
PRESENTE!
GIANFRANCO FINI BADOGLIANO
FIUGGI VERGOGNA DELLA DESTRA ITALIANA
ALLEANZA NAZIONALE TRADITORI
FIERI DI ESSERE ITALIANI
ORGOGLIOSI DI ESSERE MISSINI
FIAMMA TRICOLORE FINO ALLA MORTE
22 Maggio 2008 alle 12:08
ALCUNI CI DICEVANO DI TORNARE NELLE FOGNE E MAI CI SIAMO STAI
EMPRE AL SOLE, SENZA MASCHERA, A MOSTRARE LA NOSTRA FACCIA
PERCHE’ NIENTE AVEVAMO DA FARCI PERDONARE.
SIAMO SEMPRE STATI FUORI DAI CENTRI DI POTERE
NON CI VOLEVANO MA NON STESSI NON LO VOLEVAMO
PERCHE’ LA NOSTRA IDEA NON TROVA SPAZIO CON CERTI FACCENDIERI.
ADESSO E’ CAMBIATO MOLTO
ALCUNI SI SONO RIFATTI IL VISO
PER ACCATTIVARSI NUOVE SIMPATIE.
NOI NON NE ABBIAMO BISOGNO
LA NOSTRA IMMAGINE SEI TU
CARA FIAMMA.
CAMMINRMO CON TE AL TUO FIANCO PERCHE’
NIENTE RINNEGHERMO
NIENTE RESTAUREREMO.
SAPPIAMO ADATTARCI ALLO SCORRERE DEL TEMPO VERSO IL MODERNO
SENZA PAURA
MA CON TE VOGLIAMO STARE PER AVERE SEMPRE
IL TUO CALORE.
SE POI LE COSE SONO CAMBIATE
FINO AL PUNTO DI RINNEGARTI
SAPPI CHE SARAI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
GRAZIE, CARA FIAMMA!
22 Maggio 2008 alle 12:09
CAMERATA GIORGIO ALMIRANTE…
…PRESENTE!!!
22 Maggio 2008 alle 12:11
CIAO GRANDE SEGRETARIO
LA FIAMMA TRICOLORE
NON TI DIMENTICHERA’ MAI
22 Maggio 2008 alle 13:32
Scrivo questa lettera per nome di mia madre Maria Elena, ex ausiliaria RSI, arruolatasi nel SAF milanese in un freddissimo inverno del gennaio 1944. Parole sue:
“Ricordo di aver conosciuto di sfuggita Giorgio Almirante, allora milite della GNR, tra il marzo e il giugno del 1944 nei pressi di Milano ad un’adunata dove un ufficiale italiano ed uno tedesco passavano in rassegna un gruppo di nuovi arruolati nelle Forze Armate della RSI. Abbiamo scambiato poche parole, ma forte è stato il sentimento di cameratismo che ci univa, per la nostra amata Italia dileggiata ed umiliata da un manipolo di regnanti, colpita nell’Onore e tradita prima il 3 di settembre del 1943 e poi l’8 settembre con l’annuncio della resa senza condizioni all’esercito angloamericano. Poche parole, dicevo, ma cariche di sentimento e patriottismo e belle speranze per tutti i nostri uomini che volontariamente, e ci tengo a precisarlo, volontariamente si arruolarono senza tradire il nostro Duce. Io ero una Balillina, gli dissi, e lui goffo sorrise. Mi ero arruolata a 15anni tra le paure dei miei familiari, Entrambi eravamo lì per l’Onore dell’Italia. Non si poteva, non si doveva non farlo. Per l’Onore. Altri miei conoscenti fecero altro, loro sono i voltagabbana, i rubagalline che per tanto tempo hanno raccontato alla storia solo bugie. Ma li ho già perdonati. A guerra finita, un pomeriggio, ero dalle parti di Albenga e vidi passare una pattuglia di partigiani, così si erano chiamati, che precedevano un gruppo di ausiliarie con i capelli rasati a zero e denudate degli indumenti. Forte fu la mia rabbia e la mia tristezza nel vederle così conciate. Come si può essere delle bestie così immonde e infierire con così tanto odio! Piansi e mi allontanai. Passarono gli anni, e rividi quello sguardo non più goffo, ma fiero, ancora una volta, l’ultima volta, ad un comizio sempre a Milano. Era lo sguardo di chi aveva combattuto per l’ONORE (scrivilo in grande onore!) della nostra terra, era l’orgoglio di quanti non si sono piegati alla viltà ed al disonore. Eravamo ancora lì, uomini e donne, l’esercito rimasto del nostro caro Duce, a guardarci in faccia, ognuno con le proprie storie e paure. Ascoltammo e gli applausi quasi si ripetevano ad ogni sua parola. Era come il giorno del mio arruolamento. Quando finì tornai a casa a raccontarlo al mio stanco padre. Sorrise”.
Un caro saluto a tutti i nostri camerati, LA FEDE E’ UNA COME LA PATRIA.
Maria Elena Rovato
Allieva Ausiliaria femminile RSI
Milano
22 Maggio 2008 alle 14:04
Si, oggi i quotidiani locali della provincia di Ancona sono usciti con l’inserzione, a pagina intera , dell’invito per la manifestazione indetta per il ventennale della morte di Almirante : http://www.comunitamilitantemarche.it/
Nel locale dell’hotel Passetto, ove Almirante venne nell’autunno del 1986 (purtroppo, per incoraggiare i missini di Ancona a votare, quale suo successore, l’omino con gli occhiali).
Questo, però, non lo diremo. Lasceremo invece sulle sedie la copia della Sua famosa lettera a Christiana Muscardini del 17 Novembre 1986.
22 Maggio 2008 alle 14:12
FINI BOIA
22 Maggio 2008 alle 14:23
Ecco vedete di che pasta è fatta la nostra comunità,si ritroviamo subito nel ricordare il grande Giorgio Almirante,nostro capo per tanti anni,i mie migliori anni quelli della gioventu,quelli della militanza difficile,(gli anni di uccidere un fascista non èreato),com è pottremmo dimenticare tutto questo?,Allora rimboccarsi le mani insieme al caro Luca andiamo avanti per costruire una grande Fiamma Tricolore,GIORGIOPRESENTE!!
22 Maggio 2008 alle 14:26
LA LETTERA, PUBBLICATA DAL SETTIMANALE “LO STATO” IL 2 GIUGNO 1998, VENNE SCRITTA DA GIORGIO ALMIRANTE IL 17 NOVEMBRE 1986 ALLA DEPUTATA MISSINA MILANESE CRISTIANA MUSCARDINI (Laureata in filosofia, è stata dirigente del FUAN, dirigente nazionale del Movimento Sociale Italiano (dal 1972), consigliera comunale di Milano (1980-1990) e di Varese (nel 1991), deputata alla Camera (1983-1987), componente dell’esecutivo politico di Alleanza Nazionale. Attualmente è deputata del Parlamento europeo, rieletta per la quarta volta nel 2004 per la lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione nord-ovest):
http://bp2.blogger.com/_gIQt7FMsjxg/SDFM9FbnMPI/AAAAAAAAAKk/NV9MU2AoXo4/s1600-h/Lettera_almirante.jpg
22 Maggio 2008 alle 14:52
una curiosità nella lettura della lettera: la stessa (così come internauta ha postato ed è anche visibile sulla stessa) è indirizzata a CHRISTIANA MUSCARDINI. Sono andato sul suo sito europarlamentare e manca una consonante nel suo nome, la lettera H.
Come mai non c’è più?
1) Dopo il tradimento di Fiuggi l’ha eliminata per vergogna di non farsi riconoscere
2) E’ stata ben consigliata da Gianfranco Fini
3) E’ sua sorella
A i primi 30 che indovineranno, in premio un viaggio all-inclusive con la Kippà in Via della Scrofa ed un soggiorno di 3 giorni a Gerusalemme per far visita allo Yad Vashem per piantare un ulivo nella foresta della pace.
22 Maggio 2008 alle 14:58
Sul sito di AN nemmeno una riga per commemorare Almirante. VERGOGNA!!!
___________________________________________________________
Neanche sui siti Destra Sociale – mis di Rauti – Azione Sociale della Floriani.
Camerati che dire: VERGOGNA!!
Solo sul blog di Romagnoli e Storace ci sono i post per commemorare il più grande politico della storia.
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SIAMO NOI
SIAMO NOI
GLI UNICI EREDI DELLA FIAMMA SIAMO NOI…
ALLEANZA NAZIONALE = INFAMIA E TRADIMENTO
22 Maggio 2008 alle 15:01
X VELENO:
LA 3! E’ SUA SORELLA
22 Maggio 2008 alle 15:01
VELENO MANDALE UNA MAIL E DILLE DI COMPERARE UNA CONSONANTE
A NOI!
22 Maggio 2008 alle 15:14
Fiamma Sicily Says:
22 Maggio 2008 at 2:45 pm
Sul sito di AN nemmeno una riga per commemorare Almirante. VERGOGNA!!!
___________________________________________________________
Neanche sui siti Destra Sociale – mis di Rauti – Azione Sociale della Floriani.
Camerati che dire: VERGOGNA!!
Solo sul blog di Romagnoli e Storace ci sono i post per commemorare il più grande politico della storia.
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1) DA ALLEANZA NAZIONALE, CHE NON ESISTE PIU’ PERCHE’ IL NUMERO UNO DI VIA DELLA SCROFA L’HA LIQUIDATA ED HA TRAGHETTATO TUTTI I TRADITORI NEL PDL, C’ERA DA ASPETTARSELO.
2) DA RAUTI E’ COMPRENSIBILE POICHE’ E’ IMPEGNATO CON I SUOI AVVOCATI PER IL RECENTE RINVIO A GIUDIZIO PER TERRORISMO.
3) DALLA SHOWGIRL ALESSANDRA MUSSOLINI, PER COME SEMPRE FA IL GESTORE DEL SUO SITO, NON E’ UNA NOVITA’ E PROVVEDERA’ NOTTE TEMPO IN QUANTO LA GIORNATA E’ COMPOSTA DA 24 ORE E FORSE QUANDO SI SVEGLIERA’ DAL TORPORE CHE LI ATTANAGLIA LO POSTERANNO.
4) DA ROBERTO FIORE E’ COMPRENSIBILE PERCHE’ LUI NON E’ MAI STATO MISSINO, PERO’ IL VECCHIO SIMBOLO DI FORZA NUOVA CON LA FIAMMA STILIZZATA LO USAVA ECCOME.
5) MI MERAVIGLIO DEL FATTO CHE SUL SITO DI STORACE SIA STATA POSTATA UNA DEDICA. SARA’, BOH, FORSE I TEMPI CAMBIANO ED IL CARRO SUL QUALE SALIRE E’ SEMPRE DI PASSAGGIO. GUAI A PERDERLO! QUELLO DI FIUGGI E’ STATO ROTTAMATO CON GLI INCENTIVI GOVERNATIVI.
22 Maggio 2008 alle 16:00
Ciao Giorgio. Il più grande politico della storia italiana!
22 Maggio 2008 alle 16:43
Io, giovane, ho combattuto con il Grande tante battaglie. Ora mi resta il suo ricordo ed il suo insegnamento: il MS prima di tutto.
22 Maggio 2008 alle 17:40
Almirante fu tra i cinque fondatori che il 26 gennaio 1946 si ritrovarono nello studio di Arturo Michelini per dare vita al Msi. Con loro anche Giorgio Bacchi, Giovanni Tonelli e Pino Romualdi. Quest’ultimo – nativo di Predappio, vicesegretario nazionale del Partito Fascista Repubblicano durante la Rsi, a lungo presidente del Msi – altra figura storica missina, per una strana scelta del destino morì il 21 maggio 1988. In appena ventiquattro ore, il Msi perse due figure storiche, che vennero accomunate in un indimenticabile funerale celebrato a Roma il 24 maggio. Decine e decine di migliaia di persone – ordinate in un composto ma gigantesco corteo – accompagnarono i due feretri dalla sede del partito, in via della Scrofa, fino a piazza Navona, dove nella chiesa di Sant’Agnese fu celebrato il funerale.
Indimenticabile per chi, insieme a tanti altri dirigenti e militanti del Fronte della Gioventù fece parte del servizio d’ordine, guidato e organizzato da un giovane Gianni Alemanno, da pochi giorni segretario nazionale del FdG. Indimenticabile come i ricordi sparsi che riaffiorano nella mente: i nomi scanditi a più riprese dalla folla, il ‘presente’ chiamato da Cesco Giulio Baghino e gridato all’unisono, l’Inno a Roma cantato a squarciagola da migliaia di italiani commossi, una selva di braccia tese. Non è facile trovare le parole giuste per ricordare degnamente queste due figure. Meglio affidarsi a chi ha saputo dosare le parole in una circostanza tanto importante.
IL SEGUENTE E’ IL TESTO INTEGRALE DELL’ORAZIONE FUNEBRE PRONUNCIATA AL TERMINE DEI FUNERALI DA GIANFRANCO FINI, EX DELFINO DI ALMIRANTE ED ALLORA SEGRETARIO NAZIONALE DEL MSI, OGGI RINNEGATO BALENOTTERO DI SILVIO BERLUSCONI:
Parlare di te, Almirante, e di te, Romualdi, è uno schianto. Uno schianto terribile, che ci soffoca il cuore, che ci prende alla gola. Ma è anche un onore che ci inorgoglisce fino alle lacrime. Perché qui, oggi commemoriamo due italiani, due grandi italiani, due italiani puliti, coerenti, coraggiosi, tenaci. Commemoriamo due maestri di vita e di pensiero, due esempi che non possono morire con la morte fisica dei vostri corpi. Voi, Almirante e Romualdi, siete dentro di noi. Appartenete a tutto questo popolo italiano che avete sempre amato, anche quando la legge della fazione lo ha diviso tragicamente, determinando ferite che voi volevate sanare e noi vogliamo sanare. Voi, Almirante e Romualdi, siete stati gli alfieri di questa Italia che ha incivilito il mondo, che ha versato il suo sudore e il suo sangue per onorare il lavoro fecondo e la tradizione gloriosa di questo vostro e nostro popolo, di quella Italia che ha dato al mondo sapienza, leggi, poemi, chiese, esplorazioni, cultura, arti.
Due alfieri di quella Italia che non cambia bandiera, che non si vende, che non rinnega, che non tradisce, che non offende; di quella Italia che guarda avanti, che crede nel proprio destino, che non rinuncia a vivere e a sperare; di quella Italia invasa, spezzettata, devastata, offesa, insultata, umiliata, calpestata dai barbari antichi e nuovi; di quella Italia che si ritrova, che si riscatta, che si riprende, che si rialza, che si rinnova; due alfieri di quella Italia dignitosa nella schiavitù, coraggiosa nella sventura, serena nelle avversità, clemente nella fortuna e misurata nella gloria. Un’Italia che voi ci avete insegnato per 40 anni ad amare, a considerare, come voi la consideravate, adorabile. No, Almirante, no, Romualdi, voi non morite, non potete morire. La vostra opera, la vostra vita sono il vostro messaggio, sono la vostra consegna a noi che, come ci avete sempre insegnato, non abbiamo paura di avere coraggio.
Tu, Almirante, questa tua e nostra Italia l’hai percorsa tutta come un apostolo instancabile dell’Idea che, con Romualdi, hai rialzato quando la sconfitta l’aveva gettata a terra. Le hai parlato con quella parola ineguagliabile che era un dono di Dio. Con quella voce dolcissima che mai potremo dimenticare. L’hai accarezzata con quegli occhi celesti e puliti che adesso, qui, ci guardano. L’hai attraversata tutta, villaggio per villaggio, città per città, contrada per contrada, valle per valle, per 40 lunghissimi anni di onore e fedeltà. Tu, Romualdi, l’hai segnata, questa Italia, con la passione incontenibile del tuo amore, con la forza del tuo carattere generoso, con la tenacia della nostra sanguigna terra romagnola.
Per 40 lunghissimi anni avete portato insieme, in alto, altissima, la bandiera stupenda e pulita della fedeltà alle radici del nostro popolo. Ci avete insegnato che un popolo senza radici non ha futuro, così come un albero senza radici muore. E noi vivremo, Almirante e Romualdi, vivremo per voi e con voi. Ve lo giuriamo col cuore gonfio di dolore e con l’animo colmo di fierezza per essere stati con voi nelle sconfitte e nelle vittorie. Sempre, in questi anni meravigliosi e terribili nei quali ci avete insegnato che le prove più difficili debbono e possono essere vinte. Voi, insieme, le avete vinte. Noi, insieme, le vinceremo. Saranno le vostre vittorie. Saranno le più belle, perché Dante, il tuo Dante, caro Almirante, ci ricorda che la grazia piove sul capo di chi combatte per meritarla. Ci avete consegnato un partito forte, orgoglioso, pulito.
Ecco le parole, che tu, Almirante, hai scritto nel lontano 1974. “Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarsi. In altri tempi ci risolleveremo per noi stessi. Da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: “Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.”
No, caro Almirante, il testimone non è caduto a terra. E’ in buone mani. In mani giovani, in mani forti, in mani che non cederanno. Lo porteremo avanti, avanti, avanti anche per te, anche con te. Perché tu, Almirante, perché tu, Romualdi, non ci lasciate. Voi restate fra noi, alla nostra testa, in piedi. Come sempre siete vissuti. Grazie per quello che ci avete consegnato. Grazie per quello che ci avete insegnato. Ciao Pino. Ciao Segretario.»
——-
SENZA PAROLE!!!
CIAO GIORGIO, SICURAMENTE TU SARAI RICORDATO COME UNA PERSONA PER BENE. A NOME DI TUTTI I TUOI CAMERATI CHE NON TI HANNO TRADITO E NON RINNEGHERANNO MAI GLI IDEALI PER I QUALI HANNO VISSUTO CON TE NELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA.
CIAO SEGRETARIO
22 Maggio 2008 alle 18:06
vorrei fondare un movimento fascista come devo fare ? quali sono le leggi che possono impedirmelo ? vi ringrazio x la risposta
22 Maggio 2008 alle 19:13
X MARCO:
NON C’E’ BISOGNO ALCUNO DI FONDARE UN NUOVO MOVIMENTO FASCISTA, C’E’ GIA’ QUELLO DI GIANFRANCO FINI IN VIA DELLA SCROFAS N°39 CAP 00186 Roma. Tel: 06 68817316 – Tel: 06 68817317 – Fax: 06 6881725.
SE NON DOVESSE RISPONDERTI NESSUNO O PEGGIO ANCORA SE AVESSERO TRASFERITO LA LORO SEDE ED IL LORO UFFICIO STAMPA (COMPRESI I GADGET DEL NAZI-PARTITO: GIACCHE E CRAVATTE DI GINAFRANCO FINI, ACCENDINI DI LA RUSSA, FERMACRAVATTE DI GASPARRI, TAGLIACARTE DI ALEMANNO, ROSSETTI E PROFUMINI DI GIORGIA MELONI, FOTOGRAFIE DEL CIRCOLO VELICO DI TREMAGLIA ETC,ETC,) NON TEMERE, PUOI TRANQUILLAMENTE RIVOLGERTI IN VIA DELL’UMILTA’ N°36 A ROMA. SEDE DEL PARTITO DEI PRESCRITTI IN LIBERTA’ (PDL)
CHIEDI TRANQUILLAMENTE DELLA VELINA MARA CARFAGNA O DELLA NEO-PRESIDENTESSA DEL GOVERNO PEN-OMBRA, LA DOTTORESSA ALESSANDRA MUSSOLINI. SARAI RICEVUTO CON RISPETTOSO RIGUARDO DAL PADRINO ED AMICO INTIMO DEL DEFUNTO STALLIERE MANGANO, IL DOTTOR DELL’UTRI MARCELLO, CHE TI ONORERA’ DEI CONVENEVOLI, IN COMPAGNIA DEL FASCISTISSIMO CIARRAPICO E DI QUEL PEZZO DI DIAVOLO DI LELE MORA.
SE EFFETTUI IL TESSERAMENTO PRIMA CHE DEPENALIZZINO ANCHE L’OMICIDIO, POTRAI PARTECIPARE AD UN CONCORSO A PREMI SETTIMANALE “RUBA UN AQUILONE AI BAMBINI DI KABUL” IN AFGHANISTAN. E PER LA FINE DELL’ANNO POTRAI PARTECIPARE AD UN’ESTRAZIONE DOVE POTRAI RICEVERE IN PREMIO L’ELIMINAZIONE DEL BOLLO AUTO.
COSA ASPETTI, AFFRETTATI, PRIMA CHE QUALCUNO SI FACCIA PROCESSARE!
22 Maggio 2008 alle 19:43
Camerata Almirante PRESENTE!
22 Maggio 2008 alle 19:54
E va bene sta nascen do un nuovo sogget o politico,complimenti l’O,O non ve lo toglie nessuno!!ma fino a quando dobbiamo farci del male tra di noi, A tutti i camerati che si ricoscono nella Fiamma Tricolore ra ddoppiare gli sforzi p er un grande Moviment o Sociale nel ricordo di Giorgio Almirante.
22 Maggio 2008 alle 20:17
Decine e decine di migliaia di persone – ordinate in un composto ma gigantesco corteo – accompagnarono i feretri fino alla chiesa di Sant’Agnese, dove fu celebrato il funerale. Un evento indimenticabile per chi c’era, come i ricordi sparsi che riaffiorano nella mente: i nomi scanditi a più riprese dalla folla, il ‘presente’ chiamato da Cesco Giulio Baghino e gridato all’unisono, l’Inno a Roma cantato a squarciagola da migliaia di italiani commossi, una selva di braccia tese.
Non è facile trovare le parole giuste per ricordare degnamente due importanti figure della storia politica italiana, come Giorgio Almirante e Pino Romualdi.
A sorpresa, nel BLOG mi affido a chi ha saputo dosare le parole in una circostanza tanto importante.
http://faber2008.blogspot.com/
22 Maggio 2008 alle 20:28
GIORGIO ALMIRANTE PRESENTE
MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE
FERERAZIONE SAVONA
22 Maggio 2008 alle 20:28
@INTERNAUTA
Quando si decide di copiare un post da un altro BLOG sarebbe buona creanza citare la fonte… Anche perchè quella è una testimonianza diretta e personale…
http://faber2008.blogspot.com/
22 Maggio 2008 alle 20:30
sono un simpatizzante della fiamma tricolore e presto mi unirò al vostro movimento avendo già compiuto il diciottesimo anno di età. camerateschi saluti
ONORE A RE GIORGIO
22 Maggio 2008 alle 20:36
MI SCUSO CON FABER PER NON AVER CITATO LA FONTE DALLA QUALE HO INSERITO I COMMENTI A QUESTO POST. NON E’ MIO USO NON FARLO
LINK: http://faber2008.blogspot.com/
SALUTI
22 Maggio 2008 alle 20:38
Finalmente qualcuno che dice cose sensate. D’accordo con il camerata Paolino Tizzano. Nell’anniversario della morte del Grande Giorgio, rinnoviamo l’impegno a costruire un grande Movimento Sociale FT. E’ questo il modo migliore, l’unico, per onorarne la memoria
22 Maggio 2008 alle 20:40
NOI POSSIAMO GUARDARE GLI ITALIANI NEGLI OCCHI. CIAO GIORGIO.
NOBIS
22 Maggio 2008 alle 20:42
IERI, OGGI E DOMANI LA MEMORIA DEL GRANDE GIORGIO ALMIRANTE SARA’ RISPETTATA SEMPRE. VI SALUTO ROMANAMENTE
VIVA LA SPLENDIDA FIAMMA
22 Maggio 2008 alle 20:44
NON RINNEGARE
NON RESTAURARE
siamo noi i continuatori ideali del pensiero almirantiano, siamo fieri ed orgogliosi della nostra fiamma che vivrà in eterno
eja eja
22 Maggio 2008 alle 20:46
ETERNAMENTE CON TE
CIAO GIORGIO
I TUOI CAMERATI
MILANO
22 Maggio 2008 alle 21:08
@INTERNAUTA
Grazie.
22 Maggio 2008 alle 22:01
Camerata Almirante Presente!
23 Maggio 2008 alle 00:18
Ho avuto l’ONORE di conoscere GIORGIO ALMIRANTE , un grande Politico ed un grande Uomo , mi ribolle il sangue che certe sanguisughe come G.F. abbiano infangato la Sua memoria con voltafaccia e abiure vergognose. Il suo indegno “delfino” fa vomitare chi ha conosciuto l’unico ,grande ,vero Missino. Ciao Giorgio , NOI non abbiamo tradito!
Giampaolo
23 Maggio 2008 alle 12:39
Quando avete finito di denigrare la gloriosa Fiamma se lo fate sapere ,siamo stufi di sentire e leggere che tal di tali a lasciato la fiamma pe r aderire ad un altro movimento,chi si lascia,Non ha le Palle per combattere una battaglia che certo è difficile ma certamente,stupenda ed “fascisticamente proiettata al futuro”Noi vi ris pondiamo,col glorioso Me ne Frego”
23 Maggio 2008 alle 16:11
l’unico sbaglio, abbaglio di Almirante è stato il delfino traditore che non voglio neanche nominare perchè mi fa schifo!
23 Maggio 2008 alle 16:57
Tizzano vero camerata. Avanti con il Movimento Sociale FT.
24 Maggio 2008 alle 18:15
Onore a Giorgio Almirante, oggi direbbe sicuramente all’Area di riunirsi. Non ho capito la questione di Messina: Musumeci ha fatto una lista civica con dentro Destra e Fiamma?
25 Maggio 2008 alle 02:05
ALMIRANTE ERA CERTAMENTE UNA PERSONA PER BENE E UN GRANDE POLITICO MA FORSE SENZA I SUOI MADORNALI ERRORI (O FORSE ERANO PROGETTI LUCIDAMENTE PENSATI) ORA NON SAREMMO NELLE CONDIZIONI IN CUI SIAMO… QUALCHE ESEMPIO? L’ACCORDO COI MONARCHICI, LA CACCIATA DEI CAMERATI DALLE UNIVERSITA’ ROMANE DOPO VALLE GIULIA, DEMOCRAZIA NAZIONALE, LA DESTRA NAZIONALE, LA NOMINA A DELFINO DI FINI E TUTTO QUEL PROCESSO CHE DI FATTO HA PORTATO A FIUGGI…. SO CHE ERANO ANNI DIFFICILI MA IO PREFERISCO PENSARE CHE NOI SIAMO LA CONTINUAZIONE DI BEN ALTRI IDEALI E DI ALTRI UOMINI!
13 Maggio 2009 alle 15:58
Guardo mio padre, ex marò della San Marco, mentre andiamo, insieme, a piedi, verso P.zza del Popolo : è il mio primo comizio.
L’adrenalina mi fa salire il cuore in gola.
La piazza è gremita di gente di tutte le età; giovani a fianco di anziani, tutti uniti nell’Ideale, senza distinzioni.
Dappertutto uno sventolìo di bandiere italiane.
Le note dell’Inno a Roma riecheggiano assordanti dagli altoparlanti.
Il palco è addobbato con coccarde e bandiere tricolori.
Proveniente da Via del Corso, entra in piazza un corteo di giovani che cantano a squarciagola, agitando centinaia di bandiere nere e salutando col braccio teso.
“Eccoli : i ragazzi del Fronte !!”; ed io non sto più nella pelle… come vorrei essere più grande e stare lì, con loro!
All’improvviso, un boato enorme, applausi, grida, saluti romani.
Qualcuno piange anche di gioia.
Irrefrenabile sale al cielo l’urlo della folla :
“Al-mi-ran-te!! Al-mi-ran-te!!”.
E Lui inizia a parlare…
Sono i più bei ricordi della mia gioventù…
Onore ad Almirante ed a tutti i veri “cuori neri”!
24 Maggio 2009 alle 19:26
almirante sarai sempre nel mio cuore, w il DUCE!
24 Maggio 2009 alle 19:31
ALMIRANTE SEI IL MIO DIO,
FORSE è PER Tè IL MIO ADDIO,
SARAI SEMPRE NEL CUORE PIENO DI COLORE,
ED è PER QUESTO CHE SARò UN GIOVANE DI FIAMMA TRICOLORE,
PER SEMPRE,
FINO ALLA MORTE,
CIAO CAMERATA!
25 Maggio 2009 alle 18:59
@ SIMONE:
Può starci la tua indifferenza o la poca stima per una figura come Almirante; non è ammissibile però una frase del tipo: “noi siamo la continuazione di ben altri ideali ed altri uomini”!!!
Caro Simone, se oggi noi siamo qui a discutere e a dialogare lo dobbiamo anche e soprattutto a Giorgio Almirante, e a quel manipolo d’Eroi che il 26 Dicembre ‘46 fondo il Movimento Sociale Italiano!!
E’ innegabile il fatto che anche la dirigenza missina, come del resto tutte le leadership politiche della storia, abbia commesso errori ed abbia intrapreso a volte scelte non condivise!!!
Ma una figura politica ed umana come Giorgio Almirante và innanzitutto ringraziata e rispettata, giammai criticata!!!
Per quanto riguarda i tuoi punti posso in parte concordare solo su l’alleanza coi monarchici, cioè con la nascita della Destra Nazionale! Fu infatti, a mio avviso, un atto azzardato e poco rispettoso, ma certamente dettato da inevitabili interessi elettorali e di consenso!!
Per quanto riguarda Valle Giulia e la nomina di Fini a “delfino” del partito non concordo con le tue posizioni: sono sempre stato convinto che la Fiamma debba essere esempio di correttezza e legalità, e se deve combattere deve farlo per i propri ideali, senza però rifocillar di voti il bacino anarco-comunista che nel ‘68 imperava a Valle Giulia!
Almirante e Caradonna, presentandosi all’Università con quel manipolo di camerati, riuscirono a porre un freno alla preoccupante vicinanza tra “rossi” e missini!!
Per quanto riguarda Democrazia Nazionale non c’è proprio storia! Se rimproveri (e a mio avviso hai ragione di farlo) alla dirigenza missina la vicinanza coi monarchici ed un inevitabile riavvicinamento al “centro” è improponibile che rimproveri anche DN, visto che rappresentava l’ala moderata ed allineata con il sistema costituzionale, che fortunatamente abbandonò il MSI..per poi confluire nella DC!!
Su Fini il discorso è complicato! Sfido chiunque ad affermare che il Gianfranco non fosse, negli anni 70 e 80, una figura di spicco nel partito e nel quale la militanza riservava molte aspirazioni ed attenzioni!!
Se poi Fini si è dimostrato la canaglia che in realtà è non è certo colpa di Almirante, o se proprio così deve essere allora la responsabilità cade anche sulla stragrande maggioranza dei missini che credevano in lui!!!
1 Giugno 2009 alle 11:57
Il mio padre politico, sono nato nel ‘67 è ho ancora giovani le emozioni del mio primo tesseramento al Fronte della Gioventù e successivamente al MSI-DN. Grande Giorgio, ricordo anche le lacrime del 1988.
ONORE, ONORE, ONORE.
VINCEREMO.
9 Giugno 2009 alle 18:05
eri..sei stato grande Giorgio!!!…
25 Giugno 2009 alle 00:21
cari,carissimi camerati,se ancora ci siete ed esistete veramente,vi devo dire che la situazione italiana si è fatta veramente tragica ,grazie a tutti i partiti di pseudodestra negli ultimi anni nati,ovverossia in primis alleanza nazionale(aborto e bestemmia)partito della libertà ecc.ecc.
oggi,24 giugno 2009,ho preso la metropolitana alla fermata di bandenere alle ore 16.00. Mi sono seduto ed ho guardato ai miei lati: alla mia destra sedeva un filippino(probabilmente)alla mia sinistra sedevano due neri,mi guardo di fronte e vedo due bellissime ragazze asiatiche e probabilmente dei sudamericani,comincio a guardare in tutto il vagone , estereffatto,e mi pongo il quesito ; ci saranno più italiani o più extracomunitari ? c’erano più extra….
a questo punto ad ogni fermata mi pongo ad osservare chi sale , e non potete immaginare lo sconforto, salgono solo loro in una percentuale altissima rispetto a noi-
Mi sono sentito svuotato completamente di ogni volontà di vita e mi sono posto una domanda ; dove sono gli italiani ?
per chi leggerà questo blog,non rimane molto più tempo,o difendiamo il nostro territorio con le unghie e con i denti o soccomberemo come hanno fatto gli indiani nel secolo scorso nel nordamerica
ci vuole una sola coalizione di Destra uniamoci nel nome dei nostri padri fondatori Sua Eccellenza Benito Mussolini ed Giorgio Almirante,altrimenti saremo solo uno zerbino della gentaglia che ci viene in casa nostra a rubare nelle nostre famiglie ed a portarci via il lavoro è giunto il momento di intraprendere una lotta armat come anni orsono è stata intraprasa dalla brigate rosse camerati l’italia è alla deriva pensate ai vostri figli
25 Giugno 2009 alle 11:50
Caro Maurizio,
il tuo pensiero è il mio: viaggio quasi sempre con i mezzi pubblici e queste riflessioni le faccio continuamente. Ma la soluzione non è la lotta armata: la risposta è unirsi e combattere ovunque. Questo significa impegnarsi in associzioni, comitati, partiti. Significa promuovere volantinaggi, banchetti, comunicati stampa, contestazioni nei dibattiti, esprimere la propria idea in qualunque luogo. Significa lavorare nelle scuole, nelle università, nei mass-media per creare nuovi combattenti. Significa privilegiare i camerati nei nostri acquisti.
25 Giugno 2009 alle 18:07
X Maurizio Carlo o come ti chiami.
Credo che hai sbagliato Blog.
Qui si fanno proposte politiche , La lotta Armata credo che TU ce l’hai nel Cervello .
Ti ci vuole un Grullaio , ma di quelli buoni.
CIRCOLA.
25 Giugno 2009 alle 22:57
per Sergio FT,che vuole dire,forse,, Ferrovie ecc.ecc, forse il blog lo hai sbagliato te e probabilmente non sai nulla di Giorgio Almirante e Benito Mussolini, comunque se hai proposte concrete io sono disponibile a qualunque dialogo, purchè sia costruttivo,senza condannare prima di conoscere,
e sopratutto ascolto chi conosce la storia, e non chi si vanta di essere fascista tanto per dire,
prima di parlare con me andatevi a leggere cosa è stata la Decima Mas,tanto per fare un argomento, ma ce ne sarebbero mille altri ;
chi sa ha diritto di parola e può giudicare ; chi non sa stia zitto per sempre……….