10 febbraio

10 febbraio 2010

«E’ un dovere, certamente, onorare la memoria di migliaia d’Italiani morti nelle foibe e di molte centinaia di Italiani torturati, seviziati e anche deceduti nei campi di concentramento jugoslavi; a nessuno sfugge che si trattò nella stragrande maggioranza di perseguitati perchè colpevoli di affermare la propria fede religiosa e la propria identità, quella latina e veneziana, quella orgogliosamente Italiana. Enormi, purtroppo, quanto sottaciute, sono le responsabilità di uomini di Governo e di altrettanti uomini di Partito che hanno contribuito, con colpevole solezia, al progetto di espiare tutte le “colpe belliche dell’Italia”. Sulla pelle degli esuli prima e dei loro discendenti poi, mortificandone la dignità e ignorandone l’indiscussa Italianità, si è sempre negato ogni riconoscimento ai diritti conculcati, anche quanto a proprietà: delle case come delle tombe! A questo popolo oggi, a cui tutto è stato tolto ma nulla si vuole restituire, si ha il coraggio sfrontato di chiedere addirittura di accettare una riconciliazione assurda senza alcun riconoscimento dei torti subiti, senza alcun risarcimento e addirittura nella criminale continuità del vilipendio della nostra civiltà e cultura. Noi non solo ricordiamo, ma rivendichiamo il diritto dei nostri esuli a tornare, ad essere riconosciuti come vittime di genocidio e a rivendicare il diritto alle proprietà, alle identità, alle radici alienate. Ricordare e non pretendere il risarcimento, morale e materiale, significa perdono senza giustizia e il perdono può appartenere alla sfera individuale della moralità del credente, ma al militante politico prima appartiene e compete il perseguimento della giustizia. I nostri esuli non hanno avuto giustizia, neanche dalle istituzioni italiane, rendiamogliela noi, in termini d’inesausta rivendicazione della loro lesa Italianità. Ritorneremo!».

Luca Romagnoli
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore


Per il diritto della famiglia naturale e tradizionale

3 febbraio 2010

 

«Il fenomeno delle “coppie di fatto” richiede analisi e proposte serie e approfondite, non slogan. Alla “Destra Sociale-Fiamma Tricolore” appare più urgente non confondere l’elettorato di destra e cattolico su valori e su un fatto centrale: la famiglia tradizionale è quella cui si deve ogni primato in tema di riconoscimento legale e di sostegno sociale. La Regione ha ben altre esigenze ed emergenze sulle quali discutere e da integrare in un programma di governo. Sarà anche vero che la pragmatica, oltre che l’esausta e antiquata tentazione di “sfondare a sinistra”, consiglia di considerare un fenomeno che registra diversi casi, ma certo non la maggioranza delle convivenze. Anche l’aborto per i “sinistri” era un’esigenza della modernità e della civiltà: hanno vinto quella battaglia e hanno sconfitto il primato della vita. Non lasciamo che la sinistra sconfigga anche il primato del diritto della famiglia naturale e tradizionale, qualcosa di più importante e radicato per la nostra società che le “bandierine identitarie”».

Luca Romagnoli
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore