Il greggio torna a volare

Posted 4 Luglio 2008 by Admin Weblog
Categories: News

Ne avevamo già parlato in precedenza e la situazione non sembrerebbe essere migliorata. Anzi. Un nuovo record per il prezzo del petrolio: a New York e a Londra il barile del greggio supera ampiamente la soglia dei 146 dollari. Secondo gli analisti l’impennata dell’oro nero è dovuta in gran parte alla pubblicazione delle cifre relative alle scorte americane in forte calo. Dal 2 gennaio quando per la prima volta il barile superò la soglia dei 100 dollari la rivalutazione del petrolio supera il 40% arrivando alla quota record di 146 dollari e 69 centesimi. Visto l’andamento dell’euro sul dollaro, il problema è di sapere il perchè la domanda di petrolio è in calo in America a differenza di altri paesi dove, invece, la domanda raggiunge il massimo. Il quadro improntato è pessimo e lo sanno bene le famiglie italiane e gli automibiisti ogni volta che fanno il pieno: ogni giorno è sempre più caro.

Articoli correlati nel blog:

Contro l’interesse nazionale

Posted 3 Luglio 2008 by Admin Weblog
Categories: News

E’ da un paio di giorni - all’Aspen Institute e in Parlamento - che Sua Eccellenza Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, guarda gli astanti e afferma, udite, udite, che “i prezzi delle materie prime essenziali crescono, stipendi e salari perdono il potere d’acquisto, i conti pubblici peggiorano“. Dispensando una ricetta che è un condensato di fiele e due gocce di miele: aumento del costo del denaro, blocco del protezionismo economico, età pensionabile da allungare, salvare le banche dalla “robin hood tax”, aggrapparsi ancora di più al padrone americano… ma riducendo le tasse e creando più servizi migliori. Esattamente il contrario di quanto indicato dal ministro Tremonti che vuole tasse più alte per le banche, assicurazioni, petrolieri, grandi speculatori e minori oneri per le famiglie rivalutando le pensioni. Draghi rema contro l’interesse nazionale e vuole legare il nostro destino agli Usa, dove la crisi è ormai strutturale e la disoccupazione veleggia verso i massimi del 1929. (fonte Rinascita)

Per un nuovo modello di Europa

Posted 2 Luglio 2008 by Admin Weblog
Categories: News

«Visto che da noi non è possibile il referendum sulla questione, auspico che anche il Parlamento italiano dica no al Trattato di Lisbona. Vi sia cognizione e rispetto del sentire di un popolo che non si riconosce affatto nel tipo di Europa senza identità tracciato in quel testo. Giustamente anche il presidente polacco Lech Kaczynski ha confermato che il suo Paese non ratificherà il Trattato sostenendo che ‘non avrebbe senso’ alla luce della vittoria del no nel referendum irlandese. Quanti altri schiaffi deve ricevere questo Trattato già morto nei fatti? Non si perda più tempo a rianimare cadaveri: si costruisca invece un nuovo modello di Europa, vicino alla gente e non alle lobbies di burocrati. Questa, da sempre, è la nostra battaglia e la nostra Europa».

On. Luca Romagnoli
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore 

Inizia il percorso congressuale

Posted 30 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

Il Comitato Centrale, preso atto dei dibattiti svoltisi nelle assemblee interegionali e in quella nazionale, delibera di intraprendere un percorso politico che affianchi, contribuendo con proposte costruttive, il Popolo della Libertà. A tal fine preannuncia la convocazione del Congresso Nazionale che discuta e vari la nuova linea politica del Msi-Fiamma Tricolore, certi che la nostra identità possa dare un contributo importante al cambiamento in atto in Italia. Si demanda quindi al prossimo Comitato Centrale di settembre la nomina della Segreteria generale del Congresso.

Roma: Assemblea Nazionale

Posted 28 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: Appuntamenti, News

Sabato 28 giugno, dalle ore 9,00 alle ore 21,00, e domenica 29 giugno 2008, dalle ore 9,00 alle ore 14,00, presso il “Jolly Hotel” in via Pio IV n. 6 - Tel. 06 39373633 (fermata Metro A Valle Aurelia, stazione FS San Pietro), si svolgerà l’Assemblea Nazionale del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore. All’Assemblea parteciperanno i componenti di Segreteria, Direzione, Comitato Centrale e ogni altro organismo Nazionale, i Coordinatori Regionali, i Segretari e Commissari Federali. Alla sola giornata di sabato 28 giugno possono altresì partecipare tutti gli iscritti in regola con il tesseramento che abbiano comunicato preventivamente, per evidenti motivi organizzativi, la loro disponibilità via fax al n. 06/37517492.

Ustica, 27 giugno 1980

Posted 27 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

Il giorno 27 giugno 1980, alle nove di sera, mentre era in rotta da Bologna a Palermo, il Douglas Dc9 nominativo I-TIGI della compagnia Itavia, volo IH870, giunto in prossimità dell’isola di Ustica, perdeva improvvisamente i contatti con il centro di controllo regionale di Ciampino e si inabissava nel mar Tirreno. Tutte le 81 persone a bordo, fra cui tre uomini dell’equipaggio, perivano nel disastro. Oltre vent’anni di istruttorie civili e militari, di commissioni parlamentari, montagne di documenti, perizie, testimonianze, migliaia di inchieste giornalistiche che non hanno portato a nulla. Con la sentenza del 30 aprile 2004 contro i quattro generali dell’Aeronautica (Bertolucci Lamberto, Ferri Franco, Melillo Corrado, Tascio Zeno) la Corte di assise di Roma ha chiuso un capitolo della più che ventennale vicenda relativa alla strage di Ustica. Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Il 15 dicembre 2005 i generali Bertolucci Lamberto e Ferri Franco vengono assolti in appello. Il 10 gennaio 2007 la Prima sezione penale della Corte di Cassazione si pronuncia definitivamente sul processo confermando la sentenza di assoluzione pronunciata in appello e cancellando quindi la possibilità ai famigliari delle vittime di chiedere un risarcimento. Il volo del colonnello Gheddafi (AJ411) è stata la brillante trovata intorno a cui si è catalizzato questo scenario fasullo. Dubbi, dietrologie e indizi sul Mig-23 MF di fabbricazione sovietica, arrivato a precipitare in Italia senza che nessuno se ne accorgesse, servono a poco. Intorno al caso Ustica, oltre alle vittime del disastro, ruotano un certo numero di morti misteriose, almeno una decina e riguardano nella quasi totalità dei militari. Nella maggior parte dei casi si tratta sicuramente di illazioni giornalistiche su coincidenze fortuite, ma in un paio di casi ci sono elementi di dubbio: la morte del maresciallo Mario Alberto Dettori (31 marzo 1987, trovato impiccato ad un albero sul greto del fiume Ombrone nei pressi di Grosseto), un radarista addetto al radar militare di Poggio Ballone, in Toscana, la sera del disastro. Il maresciallo Marco Parisi (21 dicembre 1995, trovato impiccato ad un albero in un terreno di sua proprietà a Lecce) la sera del disastro non era in servizio; lo era la mattina del 18 luglio 1980 quando sarebbe avvenuto l’incidente del Mig-23 MF libico. Esistono – nella cronaca come nella storia – fatti, avvenimenti, accadimenti all’apparenza insondabili, incomprensibili, inspiegabili. Episodi, vicende, fenomeni collocati su molteplici confini: tra la politica, l’intrigo, il delitto di Stato. Il foro, anzi, i fori di entrata e di uscita dei due missili che hanno colpito il Dc9 sono là, visibili agli occhi di tutti, inoppugnabili più di qualsiasi ipotesi. Il 27 giugno 2007 a Bologna viene inaugurato il Museo della Memoria che ospita il relitto smembrato del Dc9 sul fondo di una piscina. Con grande effetto scenico, affinchè la sceneggiata sia completa. E magari al visitatore impressionato diranno: «Ma come? Non lo sai? Sono stati gli americani che volevano abbattere Gheddafi!». Contenti loro…

[fonte Il buco. Scenari di guerra nel cielo di Ustica (2005) di Luigi Di Stefano]

Le 81 vittime (77 passeggeri del volo IH-870 ed i 4 membri dell’equipaggio Dc9 Itavia):

Andres Cinzia (24), Andres Luigi (32), Baiamonte Francesco (55), Bonati Paolo (16), Bonfietti Alberto (37), Bosco Alberto (41), Calderone Maria Vincenza (58), Cammarata Giuseppe (19), Campanini Arnaldo (45), Casdia Antonio (32), Cappellini Antonella (57) anni, Cerami Giovanni (34), Croce Maria Grazia (40), D’Alfonso Francesca (7), D’Alfonso Salvatore (39), D’Alfonso Sebastiano (4), Davì Michele (45), De Cicco Giuseppe Calogero (28), De Dominicis Rosa (Allieva Assistente di volo Itavia) (21), De Lisi Elvira (37), Di Natale Francesco (2), Diodato Antonella (7), Diodato Giuseppe (1), Diodato Vincenzo (10), Filippi Giacomo (47), Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32), Fontana Vito (25), Fullone Carmela (17), Fullone Rosario (49), Gallo Vito (25), Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44), Gherardi Guelfo (59), Greco Antonino (23), Gruber Berta (55), Guarano Andrea (37), Guardì Vincenzo (26), Guerino Giacomo (19), Guerra Graziella (27), Guzzo Rita (30), Lachina Giuseppe (58), La Rocca Gaetano (39), Licata Paolo (71), Liotta Maria Rosaria (24), Lupo Francesca (17), Lupo Giovanna (32), Manitta Giuseppe (54), Marchese Claudio (23), Marfisi Daniela (10), Marfisi Tiziana (5), Mazzel Rita Giovanna (37), Mazzel Erta Dora Erica (48), Mignani Maria Assunta (30), Molteni Annino (59), Morici Paolo (Assistente di volo Itavia) (39), Norrito Guglielmo (37), Ongari Lorenzo (23), Papi Paola (39), Parisi Alessandra (5), Parrinello Carlo (43), Parrinello Francesca (49), Pelliccioni Anna Paola (44), Pinocchio Antonella (23), Pinocchio Giovanni (13), Prestileo Gaetano (36), Reina Andrea (34), Reina Giulia (51), Ronchini Costanzo (34), Siracusa Marianna (61), Speciale Maria Elena (55), Superchi Giuliana (11), Torres Pierantonio (32), Tripiciano Giulia Maria Concetta (45), Ugolini Pierpaolo (33), Valentini Daniela (29), Valenza Giuseppe (33), Venturi Massimo (31), Volanti Marco (36), Volpe Maria (48), Zanetti Alessandro (18), Zanetti Emanuele (39), Zanetti Nicola (6).

Il 21 giugno 2008 la procura di Roma su iniziativa dei pm Maria Monteleone e Erminio Amelio, ha riaperto l’inchiesta sull’abbattimento del Dc9 Itavia, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

La sicurezza lascia il segno

Posted 26 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

«E’ saggia la decisione di Maroni e del governo di prendere le impronte digitali per il censimento dei residenti nei campi nomadi. Nessuno parli di razzismo o di odio etnico, è una semplice e opportuna misura per garantire sicurezza ai cittadini: uno Stato ha diritto di sapere chi siano le persone che stanno sul proprio territorio. Chi non ha nulla da temere, non ha alcuna difficoltà a mostrare un documento alle forze dell’ordine. Oltre alla Croce Rossa nei campi rom il Viminale provveda però anche alla registrazione, su un apposito database, di tutti quei turisti provenienti dai Paesi fuori dall’area Shengen, che arrivano nei nostri aeroporti. Questo accade in molti altri Paesi non vedo perché ci debbano essere problemi in Italia. Oltretutto un simile strumento può essere utile anche per monitorare i flussi turistici».

On. Luca Romagnoli
Segretario Nazionale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore 

NO alla Turchia in Europa

Posted 26 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

La Turchia non ha mai avuto niente in comune con l’Europa. Storicamente è stata nemica dei popoli europei, geograficamente è asiatica, culturalmente islamica. In Turchia non esiste libertà di espressione, non esiste libertà religiosa, i diritti delle donne sono calpestati così come quelli etnici (genocidio armeno) per i quali, ancora oggi, una legge dello Stato turco vieta anche solo di parlare del massacro di oltre 1,5 milioni di armeni cristiani. Turchia in Europa significa frontiere aperte ed un impatto demografico devastante per l’economia e lo stato sociale degli altri Paesi membri della Ue. Italia compresa. Pochi euroburocrati, che negano le radici cristiani dell’Europa, vogliono imporre forzatamente l’ingresso su ordine dei loro padroni americani che vorrebbero la Turchia strettamente alleata e pronta ad eseguire gli ordini di Washington dentro organi dirigenti della Ue. Dal 1974 Cipro è divisa in due parti: quella turca a nord (Repubblica Turca di Cirpo Nord) e quella greca - riconosciuta internazionalmente - a sud (Repubblica di Cipro). La divisione dell’isola è avvenuta in seguito all’invasione delle truppe di Ankara in risposta alla tentata unificazione con Atene provata da una parte filo-greca. Solo la Turchia riconosce lo stato cipriota del nord, ma non quello del sud. La Turchia ha sempre rappresentato nel corso della storia un continente in permanente contrasto con l’Europa. L’identità europea, a seguito di un’esecrabile decisione d’ingresso nella Ue, verrebbe irrimediabilmente snaturata. No, alla Turchia in Europa!

Un fenomeno tutto italiano

Posted 25 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

Gli italiani sono inquieti. L’ombra della terza settimana del mese sovrasta e rende ancora più preoccupante la situazione economica e sociale del Paese tormentato da un’infinità di problemi non affrontati, mal risolti o sottovalutati. Tra i lavoratori (508 morti dall’inizio dell’anno) è diffusa l’amarezza e l’insoddisfazione per i salari più bassi d’Europa. Tra i precari cresce la giustificata mancanza di fiducia, dopo proverbiali promesse, per un dignitoso posto di lavoro così come è aumentato il tasso di disoccupazione (+7,1%) nel primo trimestre 2008. Irpef e pressione fiscale costringono a serrare i cancelli delle micro-imprese con drammatiche ripercussioni sul ciclo produttivo e del mercato del lavoro. La scure del petrolio (137$ a barile) si abbatte sulle utenze e sull’economia domestica di milioni di famiglie. Prosegue a ritmo cadenzato (nuovo record 280 in 6 sbarchi) l’approdo sulle nostre coste di immigrati clandestini. I ceti meno agiati non soddisfatti del modo in cui lo Stato garantisce loro sicurezza, cominciano a pensare alla possibilità di prendere nelle proprie mani la difesa della legalità. Negli uomini politici, la coscienza che qualcosa non stia funzionando nel sistema e che si possa mettere nuovamente in discussione tutto l’apparato governativo è già stato palesato. L’esaltazione della paura è dunque l’origine di tutti i nostri mali? Comune alla democrazia, all’oligarchia e ad ogni costituzione è la necessità di badare a che nessuno si innalzi in potenza tanto da superare la giusta misura.

Tempi moderni

Posted 24 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

E’ facile studiare a tavolino un sistema per ricondurre un Paese sulla via del benessere. Alcuni usano le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione. Può anche essere che una teoria si possa inserire gradualmente nella vita sociale e produttiva riuscendo a sopraffare il disordine e gli antagonismi attraverso l’attuazione concreta di riforme e di progetti. Ma questo può accadere quando esistano già delle premesse nel senso voluto, una volontà consapevole e una base sulla quale poter porre le mura della già scricchiolante democrazia. Noi vediamo, invece, cos’è stata e come si è presentata l’Italia in questi ultimi anni. Tutto quello che strateghi vanitosi sono riusciti a fare è stato accrescere il divario ed i contrasti tra la povertà diffusa e le immense ricchezze, e a schierarsi nettamente a fianco di chi era stato l’origine di tali situazioni. Raramente, o per meglio dire mai, si è parlato di un pericolo ben peggiore: l’ambiguità per definizione. Certo, un pò di sincerità è pericolosa, ma molta è assolutamente fatale. Dire ancora che altri pericoli esistano significa scambiare per realtà certe oblique paure. Le occasioni per «sperimentare» la forza di taluni avventurieri non mancheranno. La modestia è più che una forma raffinata di vanità. E’ una menzogna.

In nome del popolo sovrano…

Posted 22 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

L’Italia è un Paese a sovranità limitata, specie in tema di giustizia. Il 4 marzo 2005 il funzionario del Sismi Nicola Calipari veniva ucciso a Baghdad, ad un posto di blocco, dal soldato yankee Mario Lonzano. Ad oltre tre anni da quell’omicidio la magistratura italiana ha deciso che per un difetto di giurisdizione il militare Usa non potrà essere processato in Italia. La palla quindi passa ora a Washington che già ai tempi del Cermis sbeffeggiò le vittime italiane. (fonte Rinascita)

Vendette, rivincite e Valori sociali

Posted 21 Giugno 2008 by Admin Weblog
Categories: News

Sullo «spirito decoubertiniano» dello sport, più in generale, hanno già pesantemente indagato sia la giustizia sportiva che quella civile e penale, ma l’immagine della lealtà sportiva che ne è uscita, in ogni caso, sembra tutt’altro che in linea con la filosofia olimpica. Di questo passo c’è il rischio che nel simbolo delle Olimpiadi i cerchi vengano sostituiti dalle manette. Anche se, essendo dispari, resterebbe il dubbio su cosa fare del quinto. La lealtà sportiva intesa come fair play e lo sport inteso come valore sociale, in alcuni remoti casi, vengono comunque disattesi. Soprattutto, a causa dell’attivo contributo degli organismi interessati. Ledere quel principio fondamentale che è la virtù dell’autodisciplina significa contribuire a minare la socializzazione dei giovani e porre un freno alla coesione sociale. E’ risaputo, infatti, che la necessità di diffondere i valori dello sport migliora anche la qualità della vita. Detto ciò, vi proponiamo alla lettura un curioso ed interessante articolo pubblicato dal quotidiano Libero il 10/04/2007 – Dal Salvador alla Serbia: le guerre per il calcio - a firma di Maurizio Stefanini: «Il calcio, si sa, nel mondo di oggi ha spesso la funzione di sublimare i conflitti e le rivalità tra le nazioni, rappresentandole in forma non violenta. Per cui, forse è stato grazie alla consolazione del gol di mano segnato da Maradona agli inglesi se gli argentini non hanno più ripensato a fare la guerra per riprendersi le Falkland-Malvinas. Ma che succede quando invece le scatena? La querelle accesa dal governo inglese a proposito della polizia italiana per il trattamento ricevuto dai tifosi del Manchester United trova ad esempio un esatto corrispondente nella querelle che fu invece il governo italiano ad accendere col governo olandese per il modo in cui la locale polizia aveva trattato un gruppo di tifosi italiani «handicappati» in occasione della finale degli europei con la Francia. Da notare, dopo che gli azzurri avevano sbattuto fuori i tulipani padroni di casa in semifinale. Ma tutto ciò è niente, rispetto a quello che accadde con la cosiddetta “Guerra del calcio” che si scatenò nel 1969 tra Honduras e El Salvador. Sei giorni di conflitto armato vero e proprio tra i due eserciti, a partire dalle botte e insulti che tifosi e polizie si erano scambiati durante l’andata e il ritorno dell’eliminatoria per la zona dell’America Settentrionale, Centrale e Caraibica ai mondiali di Messico ’70: 1-0 per l’Honduras a Tegucigalpa il 6 Giugno; 3-0 per l’El Salvador a San Salvador il 15. Allora non valeva la differenza reti per decidere in caso di una vittoria a testa, e quindi fu stabilito uno spareggio a Città del Messico, che finì il 26 Giugno 3-2 per l’El Salvador. Inviperito, il governo dell’Honduras decise l’espulsione in massa dei clandestini salvadoregni, e l’El Salvador rispose il 14 Luglio allora semplicemente invadendo il vicino e marciando col suo esercito su Tegucigalpa. L’avanzata fu poi fermata il 20 Luglio dalla mediazione dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), dopo una serie di battaglie e bombardamenti aerei che fecero in tempo a fare 4000 morti. Ma le truppe salvadoregne non si ritirarono prima di inizio Agosto, e per un trattato di pace bisognò aspettare addirittura il 1980. Anche della guerra tra Croazia e Serbia alcuni sostengono che non iniziò con la dichiarazione formale d’indipendenza del governo di Zagabria dalla Jugoslavia nel Giugno 1991, ma quando il 13 Maggio 1990 gli ultras della Dinamo Zagabria Bads Blue Boys scatenarono una battaglia contro i tifosi della Stella Rossa Belgrado. La polizia, a maggioranza serba, intervenne a favore di questi ultimi, allo stesso modo in cui l’esercito federale sarebbe sceso in campo al fianco dei miliziani cetnici. Nello scontro si segnalò un capo dei tifosi serbi di nome Zeljko Raznjatovic, ma conosciuto da tutti col soprannome di Arkan. Quello stesso Arkan che era già noto come rapinatore, e che sarebbe poi diventato un noto criminale di guerra alla testa dei cetnici in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo». Domani si gioca un importante match che vede la nostra Nazionale contendersi la semifinale contro le furie rosse spagnole. La vigilia, però, non è stata delle migliori. Lancette indietro nel tempo e tutti i riflettori puntati su Luis Enrique a ricordo di quando lasciò il campo con il naso rotto per una gomitata di Tassotti. ‘‘Mi piacerebbe che Villa mi vendicasse e che la Spagna fosse superiore all’Italia - ha detto - magari eliminando da Euro 2008 i campioni del Mondo. Se segnerà il mio ‘compaesano’ Villa, molto meglio, altrimenti va bene anche qualcun altro. Il vantaggio è che Tassotti non può giocare, quindi in quel senso possiamo stare tranquillì‘. Mentre la stolta èlite pallonara impazza per le scommesse (20 a 1 la gomitata ad uno spagnolo!) ed il premier Josè Luis Zapatero si candida a provetto mago del pallone, gli spagnoli stiano tranquilli, non dichiareremo nessuna guerra. Che vinca dunque il migliore!